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    La nuit du reveil
    NEWSLETTER -  DICEMBRE 2011
     
    [texte en italien]

    “O monaci, allontanatomi dai piaceri sensoriali, allontanatomi dagli stati nocivi della mente, entrai e dimorai nel primo stato di assorbimento meditativo. In esso vi sono gioia e letizia derivate dall’isolamento e accompagnate dall’applicazione iniziale dell’attenzione sull’oggetto di meditazione e dal mantenimento dell’attenzione stessa. Venendo meno l’applicazione iniziale dell’attenzione e il suo mantenimento, entrai e dimorai nel secondo stato di assorbimento meditativo. In esso vi sono gioia e letizia derivate dalla concentrazione e non accompagnate dall’applicazione iniziale dell’attenzione sull’oggetto di meditazione né dal mantenimento dell’attenzione stessa; la mente è tutta concentrata sull’oggetto di meditazione, rivolta all’interno, serena; una volta cessata la gioia, equanime, consapevole e gioioso, entrai e dimorai nel terzo stato di assorbimento meditativo, e sentii nel corpo quella letizia per cui i nobili dicono:”Equanime, consapevole e dotato di presenza mentale, egli lietamente dimora”. Dopo di ciò, cessata la letizia e cessato il dolore, scomparsi la felicità e lo scoramento, entrai e dimorai nel quarto stato di assorbimento meditativo, caratterizzato dalla purezza dell’equanimità e della consapevolezza e privo di dolore e di letizia.
    Allorché la mente fu così concentrata, purificata, resa senza macchia, luminosa, priva di afflizioni, arrendevole, malleabile, stabile e fu pervenuta alla imperturbabilità, la diressi alla conoscenza del ricordo delle mie vite passate. Ricordai le mie molteplici vite passate:uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta, cento, mille, centomila, molti eoni di contrazioni cosmiche, molti eoni di espansioni cosmiche, molti eoni di contrazioni ed espansioni cosmiche:”In tal luogo ebbi tale nome, appartenni a tale clan, ebbi tale aspetto. Tale fu il mio cibo, tale la mia esperienza di piacere e dolore, tale la fine della mia vita. Una volta morto, nacqui di nuovo in tal luogo, ove ebbi tale nome, appartenni a tale clan, ebbi tale aspetto. Tale fu il mio cibo, tale la mia esperienza di piacere e dolore, tale la fine della mia vita. Una volta morto, nacqui di nuovo qui”. Così ricordai le mie molteplici vite passate nei loro modi e dettagli.
    Questa, o monaci, fu la prima vera conoscenza che si verificò in me nella prima veglia della notte. L’ignoranza fu debellata e la conoscenza sorse, l’oscurità fu debellata e la luce sorse, come avviene in uno che dimora ardente e risoluto.
    Quando la mente fu così concentrata, purificata, resa senza macchia, luminosa, priva di afflizioni, arrendevole, malleabile, stabile e fu pervenuta alla imperturbabilità, la diressi alla conoscenza della morte e della rinascita degli esseri.
    Attraverso gli occhi divini, che sono superiori a quelli umani e puri, io vidi gli esseri morire e rinascere, e compresi come essi siano inferiori o superiori, belli o brutti, fortunati o sfortunati in accordo con il loro karma:”Gli esseri che tennero una cattiva condotta del corpo, della parola e della mente, che biasimarono i nobili, che sostennero dottrine sbagliate e che, sotto il loro influsso, intrapresero cattiva azioni, al venir meno del corpo con la morte rinacquero in una condizione infelice, in un cattivo destino, in un luogo di sofferenza, in uno dei purgatori. Gli esseri, invece, che tennero una buona condotta del corpo, della parola e della mente, che non biasimarono i nobili, che sostennero dottrine corrette e che, sotto il loro influsso, intrapresero buone azioni, al venir meno del corpo con la morte rinacquero nei buoni destini, nel mondo celeste”.
    Così, attraverso gli occhi divini, che sono superiori a quelli umani e puri, io vidi gli esseri morire e rinascere, e compresi come essi siano inferiori o superiori, belli o brutti, fortunati o sfortunati in accordo con il loro karma.
    Questa, o monaci, fu la seconda vera conoscenza che si verificò in me nella seconda veglia della notte.
    L’ignoranza fu debellata e la conoscenza sorse, l’oscurità fu debellata e la luce sorse, come avviene in uno che dimora diligente, ardente e risoluto.
    Allorché la mente fu così concentrata, purificata, resa senza macchia, luminosa, priva di afflizioni, arrendevole, malleabile, stabile e fu pervenuta alla imperturbabilità, la diressi alla conoscenza della estinzione degli influssi impuri. Io compresi chiaramente e secondo realtà che “questo è sofferenza, questa è l’origine della sofferenza, questa è la cessazione della sofferenza e questa è la via che conduce alla fine della sofferenza. Questi sono gli influssi impuri, questa è l’origine degli influssi impuri, questa è la cessazione degli influssi impuri e questa è la via che conduce alla fine degli influssi impuri”.
    Conoscendo tutto ciò, vedendo tutto ciò, il mio cuore fu liberato dall’influsso della sensualità, fu liberato dall’influsso del divenire, fu liberato dall’influsso dell’ignoranza. Con la liberazione ci fu la conoscenza : “liberato”.
    A questo punto ebbi la chiara percezione:”la nascita è distrutta, la santa vita è stata vissuta, ciò che doveva essere fatto è stato fatto, non vi è più rinascita in uno stato di esistenza”.
    Questa, o monaci, fu la terza vera conoscenza che si verificò in me nella terza veglia della notte. L’ignoranza fu debellata e la conoscenza sorse, l’oscurità fu debellata e la luce sorse, come avviene in uno che dimora diligente, ardente e risoluto”.

    Sapendo di farvi cosa grata, vi auguriamo Buon Natale con queste parole del Buddha: che sono più che un augurio, sono una certezza e uno sprone a mantenerci sulla Via
    da noi tutti dell’Accademia


    Tags: philosophie 
     
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