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    Conoscenza, coscienza, amore
    NEWSLETTER DI APRILE 2016
     
    di Lisetta Landoni

    Quando veniamo a lungo
    baciati dal sole, tutto il resto
    diventa ombra

    Dopo aver sperimentato e assimilato gli effetti e i significati intrinseci di tutte le purificazioni, questa breve poesia di un autore contemporaneo che preferisce l’anonimato rappresenta, a mio avviso, il punto di vista, l’angolazione (darshana) da cui iniziare l’esplorazione del Raja Yoga - lo Yoga regale della Conoscenza e dell’Amore.
    Nella sintesi poetica si allude alla conclusione del viaggio verso la Luce, al contatto con il Supremo - estasi totalizzante e onnicomprensiva - che esclude spontaneamente qualunque “oggetto” non sia in relazione con la Beatitudine.
    Questa è la meta di ogni yogi, di colui che dotato di forza d’animo e passione impersonale per la saggezza, osi avventurarsi in un sentiero solitario e silenzioso in cui risuonino solo i nomi panteistici (mantra) dell’Assoluto: essi provengono dalle lingue più antiche della Terra, racchiudono le adorazioni delle moltitudini e la loro potenza è straordinaria.
     
    E dunque, pazientemente, con la vostra collaborazione (scrivetemi , commentate, suggerite!), percorriamo insieme questa strada luminosa e appassionata, lungo la quale cercheremo di abbandonare l’ignoranza (avidya) e l’illusione (asmita), l’attaccamento (raga), la repulsione (dvesa), e persino la paura della morte (abhinivesa)…
    Questi, nello Yoga, si chiamano klesa e sono l’essenza della nostra infelicità.
    Più avanti parleremo a lungo di ognuno di essi, studiandone il male e la cura.
     
    Ora invece ritorniamo all’individuazione della strada maestra, la sola, che conduca alla conoscenza (jnana) e all’espansione della coscienza (tantra), la chiave di lettura di questa nostra vita, colta nella sua realtà più vera: ove la legge personale (dharma), che è una stratificazione causale di caratteristiche individuali fisiche e mentali, di accadimenti e di elaborazioni dell’attività sensoriale rende comprensibile la legge di causa ed effetto.
    A questa di solito ci si riferisce con il termine karma; ma l’uso, talvolta improprio e banalizzante che di questa parola si fa nel linguaggio corrente, induce una scelta lessicale più accurata.
    Molto spesso,un’indagine filologica ben condotta scatena curiosità e interessi
    che portano lontano…
    Il desiderio di una “sicurezza eterna”, di “certezze infinite”, di una “luce che non si spegne mai” alberga in ogni individuo , anche in colui che,inconsapevole, si è nutrito a lungo di cibo spiritualmente scadente.
     
    La potenza degli asana
    Delle premesse teoriche dello Yoga (Ashtanga Yoga, o Yoga degli 8 punti) abbiamo già detto recentemente.
    Sembrerebbe allora superfluo ritornarvi se non per ribadire la necessità di stabilire un contatto diretto, continuo, immediato (non mediato) con la propria coscienza; al fine di escludere qualunque interferenza esterna  che avrebbe il solo scopo di impedire la nostra evoluzione.
    Essere dunque costantemente Maestri di sé stessi, con  pazienza e amore (sì, proprio nei nostri stessi confronti !) con fermezza e audacia, e avendo sempre davanti agli occhi della mente il ricongiungimento con il Principio Unico - Sat, Cit, Ananda - che è anche Padre e Madre.
    Però, per coerenza, affrontando un percorso, di qualunque tipo, bisogna prima eliminarne gli impedimenti; trattandosi di un corpo umano, composto di ossa, sangue, muscoli, massa adiposa, tendini, legamenti ecc., la logica pretende che queste componenti vengano riequilibrate e istruite, al fine di non creare inutili, dolorose deviazioni o soste forzate o sospensioni illimitate che avrebbero il solo scopo di ritardare il nostro avanzamento, anche spirituale.
    Ecco il perché degli asana - le posizioni dello Yoga.
    La pratica degli asana rappresenta il nostro libro di testo, grazie al quale, giorno dopo giorno, il corpo riceve e  registra stimoli nuovi e sollecitazioni diverse: a cui esso si adegua, modificandosi, migliorandosi...
    Ciò succede a chiunque e a qualunque età ed è importantissimo capire questo passaggio: quando le posizioni vengono eseguite in maniera tecnicamente corretta il corpo risponde pienamente e la rieducazione  è certa.
    E’ fondamentale non scoraggiarsi e cogliere il “tormento” di un Principio che lotta per diventare Forma.
    Ma questo “tormento” è mutamento, trasformazione; in linea con un altro principio che appartiene, sì, allo Yoga, ma anche alla Fisica.
    Ogni attimo della nostra vita è occasione di cambiamento e ciò che accade sul piano fisico viene registrato in egual maniera dalla nostra mente svelando  a chi lo volesse, piani di coscienza diversi.
    Dunque le posizioni dello Yoga, ancorché talvolta spettacolari, non sono mai spettacolo se non agli occhi del praticante stesso che ne sperimenta il flusso di coscienza-energia in una condizione di grande concentrazione e felicità.

    Namaste

    Argomenti: filosofia 
     
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